
Menu principaleRadioAscoltate in podcast l'intervista a Antonello nel programma Folklandia su Radio Vizela (Portogallo). Ecco il link.
Su Berkshire Radio, ogni domenica alla 17 (23 ora italiana) ascoltate il programma "The other Italy" di Christopher Sblendorio.La sigla è Sotto e ncoppa di Antonello. Cliccate sul nome per collegarvi al sito e scaricate il software su "Listen". |
Recensioni. Folk Bulletin
Antonello Paliotti Trio, Tarantella Storta (Felmay, 2001) [...] “Tarantella storta” si inserisce nell’opera di Paliotti con le caratteristiche di un raffinato gioco di riscrittura per trio di corde e percussioni di tarantelle, moresche e altri ritmi campani, condotto con estrema raffinatezza e divertimento. [...] Se avete in mente altre operazioni del genere, non tenetele presenti: “Tarantella storta” ha un’originalità tutta sua, ha arrangiamenti sapientemente studiati ma espressi con invidiabile semplicità, ha una essenzialità che però non toglie né calore né colori alla musica napoletana che non perde in solarità pur valicando spesso i confini del minimale. Tutti coloro che negli ultimi dieci anni hanno provato a offrirci una loro versione di una tarantella o una loro composizione ispirata a Napoli e dintorni dovrebbero ascoltare con molto attenzione questo disco per capire che è davvero possibile muoversi al di fuori degli schemi consueti e dei fastidiosi “già sentito” pur rispettando perfettamente lo stile e il senso storico e sociale di ciò che si suona. Prendiamo per esempio “Introduzione e danza del Gargano”, composizione dello stesso Paliotti, in cui uno dei temi più inflazionati e replicati in modo stantìo negli ultimi anni rinasce a nuova vita e si fa ascoltare in tutta la sua miracolosa originalità. Anche canzoni tratte dal repertorio classico della canzone napoletana, come “Serenata Napulitana” di Di Giacomo-Costa o la “Canzone appassiunata” di E. A. Mario (l’autore di “Tammurriata Nera”, per intenderci) si trasfigurano nell’arrangiamento del trio, avvolgono, convincono, affascinano. Un disco imperdibile per che ama le raffinatezze non stucchevoli, la musica creativa, la delicatezza e la sostanza di un’operazione culturale condotta con affetto, rispetto e ineccepibile tecnica strumentale. Dieci con lode. Roberto G. Sacchi Green Man Review Antonello Paliotti Trio, Tarantella Storta (Felmay, 2001) Far more traditional yet more varietous in sound is the Antonello Paliotti Trio in Tarantella Storta. The tarantella is a traditional dance style from southern Italy, often associated with wildness and the letting go of inhibitions. Like many other European dance traditions, the tarantella has been transformed greatly over the centuries, becoming more and more associated with what we would term as folky kitsch and nostalgia. Paliotti feels that it lost most of its energy and bite during the 19th century. He has recorded this CD as a step back towards a more vigorous, less cutesy musical form. The result is an exhilirating set of tunes that have elements of jazz, Gypsy music, straight-forward Italian folk, all with a little Renaissance flavor. Although in the liner notes, Paliotti explains that the tarantella is mostly played on the violin, there is nary a fiddle on this CD. The melodic chores instead are divvied up between Paliotti's guitar and Mauro Squillante's mandolin. Leonardo Massa provides the foundations on the cello and mandolin-cello. The music that these three come up with is just not heard enough on this side of the Atlantic. This is lively, exciting music that has too much modernity to be called "folk", too much tradition to be called "contemporary", and too much fun to be called "classical." The nearest comparisons that I can come up with are classical mandolinists such as Howard Frye and Bernardo do Pace. Each track is based on a relatively simple melody that all three members get a chance to play around with and improvise. The vast majority of these tunes such as the rousing title track and exotic "Sotto e 'ncoppa" have a straight-forward Italian feel to them, although the soloing can definitely stretch anyone's idea of "tradition." Sometimes, though, the trio just lets itself go as in "Introduzione e danza del Gargano," which wavers between a free-for-all jam and a stately Renaissance dance. At times, it almost sounds as if Bela Fleck walked into the studio and starting jamming. Just to keep away any expectations, this is followed by "Alghe marine," a sweet, very traditional serenade. I find the music of this CD to be tremendously refreshing. It feels new without sounding too forced. There's a natural ease to this music that makes it a real joy to listen to. Plus it's great source material for new mandolin music. [Brendan Foreman] Rootsworld Antonello Paliotti Trio Tarantella Storta Guitarist Paliotti and his trio take a chamber music approach to traditional Italian folk genres such as the tarantella, moresca, and serenata. Their sound is delicate and well defined, with finely crafted intersecting lines and inventive, ever-shifting tonalities. A baroque sensibility is evident in the counterpoint and gentle rhythmic push of tunes such as "Introduzione e danza del Gargano" and "Variazioni sul Guarracino." Mauro Squillante's mandolin is sparkling and romantic, while Leonardo Massa's cello adds just enough gravity to keep things down to earth. Just when you think they're about to send the schmaltz-o-meter into the red, as with the tender "Alghe marine" or the almost-too-romantic "Variazioni su un tema popolare," (the "popular theme" being "O Sole Mio") they come back with a no-holds-barred tarantella such as the title track or the Fellini-esque "Pacchianella d'Uttaiano." One of the strongest tracks is the moody, multi-hued "Tarantella Diritta," with its rippling guitar, insistent castanets, and gypsy-informed modalities. With its finely honed technique and graceful execution, the Antonello Paliotti Trio has a sound that will appeal to fans of classical, jazz, and folk music alike. - Peggy Latkovic Folker!! ANTONELLO PALIOTTI La montagna fredda Der Gitarrist und Mandolinist Antonello Paliotti reiht auf diesem Album fünfzehn meist kurze Stücke aneinander. Einzeln vorgestellt sind sie unterschiedlich instrumentierte Miniaturen. Hört man das Album zu Ende, fügen sich die einzelnen Teile zu einem stimmungsvollen Ganzen. Pagliotti stellt geschickt einfache traditionelle Parts neben moderne Elemente. Instrumentale und gesungene Stücke wechseln sich ab. Sechs Sängerinnen und Sänger sorgen für unterschiedliche Schattierungen. Der Grundpfeiler der CD ist das Eröffnungsstück "Arotta". Es beginnt mit einem markigen neapolitanischen Gesang und wird abgelöst von Paliottis experimentellem Gitarrenspiel, bei dem jedoch nie Zweifel aufkommen, woher diese Musik stammt. Erstaunlich sind auch die zwei Variationen des überaus populären Liedes "Santa Lucia". Paliotti und der Cellist Leonardo Massa schaffen hier mit sanften Modifizierungen eine Stimmung, die den Kern des Stückes belassen, aber jede Sentimentalität zum Verschwinden bringen. Die fünfzehn Stücke auf "Montagna fredda" beweisen einmal mehr, dass die Summe oft mehr als die einzelnen Teile ausmacht. Martin Steiner FolkWorld CD Reviews Antonello Paliotti Trio "Tarantella Storta" The Tarantella is the typical dance of Southern Italy. Antonello Paliotti gets with his string-based trio away from any cliché, developing the tarantella and other typical Southern tunes away from their traditional form. There is a lot of improvisation in this trio, as much improvisation as we are used to from Jazz musicians. At the same time, the music has often a flair of classical music, yet also adding to this musical mosaic influences from other Mediterrean cultures, such as Arabic and Andalusian. Antonello plays guitar, and his trio partners play mandolin/mandoloncello/percussion and violoncello/mandoloncello. Antonello has composed nearly all numbers of the album himself, taking traditional melodies as a based, yet developing them into something completely new. Michael Moll Folk Bulletin La montagna fredda Non ci illudiamo che la nemmeno troppo velata "accusa" nei confronti di una certa sonnacchiosità della musica napoletana rispetto ai fermenti dell'entroterra campano, contenuta in un nostro recente scritto, abbia potuto fungere in qualche modo da stimolo, ma è davvero singolare che a così poca distanza da quell'affermazione ci tocchi l'onore di infilare nel CD-player questo capolavoro, napoletanissimo (se non dal punto di vista strettamente geografico-urbano, quantomeno da quello dell'ispirazione). Ne è titolare un grande musicista, quell'Antonello Paliotti a cui già siamo debitori di un "Tarantella Storta" di rara bellezza (cfr. la sua intervista su FB 171, maggio 2001) e di un divertente "Serenata luntana" in cui l'abilità sua e dei suoi compari riusciva a mitigare con stile un certo opportunismo del progetto Napoli MandolinOrchestra. Il titolo del terzo disco a meritare quest'anno il marchio di qualità del bollino FBis! è "La Montagna Fredda", cioè il Monte Somma, in altre parole la parte non strettamente vulcanica del Vesuvio o ancora meglio il massiccio di cui il pericoloso vulcano fa parte, secondo Paliotti rappresentazione fisica delle angosce di tutti i napoletani. Discograficamente parlando, "La Montagna Fredda" è un'antologia di brani tradizionali e altri d'autore, antichi e contemporanei, che il Nostro rilegge in chiave del tutto personale, affiancandosi alcuni amici (nelle note al disco il valore dell'amicizia pare talora sovrastare quello della comunque indiscussa valenza artistica degli ospiti) che cantano e suonano con lui. Il canto ricopre in questo disco, infatti, un ruolo importante: Gianni Lamagna, Brunella Selo, Luciano Catapano, Lello Giulivo, Antonio "'o stocc" Esposito e perfino lo "straniero" Mike van der Vijver (impegnato con brillanti esiti in una "zeza" registrata dal vivo) interpretano canti di lavoro, fronne, dispetti e antichi testi barocchi musicati dallo stesso Paliotti; dal punto di vista strumentale, al protagonista del disco (che si esibisce alla chitarra, alla chitarra battente, mandola, mandolino e percussioni) fanno corona Leonardo Massa al violoncello, Raffaele Filaci alle percussioni, Roberto Schiano al trombone, Maddalena Abbate alle castagnette, E Zezi (tammorra, putipù e scetavaiasse) e Valdo Nastri (chitarra acustica). Interventi misurati e contenuti, perfettamente in linea con la sobrietà del disco, che affida ai sensi della delicatezza e della precisione la sua eccezionale completezza e ci consegna un Paliotti se possibile ancora più meritevole di elogi rispetto alla citata "Tarantella Storta": perennemente in equilibrio stabile fra tradizione e musica antica (confine apparente, più intellettuale che reale), fra scrittura e sentimento, fra tecnica sopraffina e divertita nonchalance "La Montagna Fredda" è un gioiello di gusto e di stile che si propone come pietra di paragone per chiunque, avendone le capacità, volesse proporsi per concepire in futuro qualcosa di simile. Pensando al sorriso sornione di Paliotti e conoscendo il suo rigore (mitigato da una filosofia tutta napoletana che impedisce a lui e a buona parte dei suoi concittadini di prendersi troppo sul serio), consideriamo che leggendo queste righe si schermirà e cercherà di minimizzare. Libero di farlo, ma per la città dove il canto e il ballo sul tamburo sono diventati passatempo evasivo per i borghesucci con le nacchere nella borsetta, dove a più di trent'anni dalla sua comparsa il credo stilistico di De Simone è ancora unico alimento di una fitta schiera di sterili replicanti, dove la fisiognomica di certi luoghi comuni è esteriormente combattuta ma in realtà presentata come opportunistico biglietto d'ingresso per il facile successo commerciale, l'esistenza di un Antonello Paliotti, della sua musica, della sua "Montagna", dei suoi amici è un autentico miracolo. Aiutateci a farglielo capire, comprando questo disco e consigliandolo agli amici: parola di FB, farete un figurone! Roberto G. Sacchi La Stampa Tarantelle e pizziche senza banalità folk di Gabriele Ferraris Il concerto del Primo Maggio in piazza San Giovanni è ormai diventato un’occasione per fare il punto, ogni anno, sullo stato di salute della musica italiana: e francamente, sabato scorso non ci è sembrato che il paziente scoppiasse di salute. Novità, punte o poche. L’omaggio a De André era dovuto, ed era anche giusto far riascoltare la «Canzone di Maggio»; ma il momento più interessante era il progetto sulla taranta dell’ex Police Stewart Copeland. Tra l’altro, ci ha ricordato i tempi in cui un altro grande batterista, Ginger Baker, andò in Africa a ritrovare le fonti del ritmo. Copeland è venuto nel Salento, e ci ha azzeccato. Il Sud si sta rivelando una miniera inesauribile, la musica della tradizione mediterranea un oceano di suoni e di ritmi da esplorare. L’attenzione non manca: il successo, la scorsa estate, della «Notte della taranta» è stato un segnale. Chi cercasse un approccio non banale, non «pittoresco», a queste musiche, può ascoltare il bel cd di Antonio Paliotti, «La montagna fredda», appena uscito da Felmay, un’etichetta italiana che sta lavorando molto, e bene, sulla world. Paliotti ha raccolto una serie di tarantelle e pizziche provenienti da aree diverse del Sud, e altri canti tradizionali, affiancandovi alcune composizioni d’autore (strepitoso «Emigrante» di Viviani) in piena sintonia. Ne risulta un disco interessante e godibile, senza concessioni al folklore facile. Voci e strumentisti sono d’eccellenza, dagli E’ Zezi di Pomigliano al grande trombonista Roberto Schiano. «La montagna fredda» è uno di quegli album - tanti, ahinoi - che vengono pubblicati, circolano tra happy few, poco se ne parla e poco se ne ascolta: scrigni di tesori negati - sentite «Ciccuzza», un «canto a dispetto» magistralmente eseguito da Lello Giulivo - che soltanto il passaparola e la curiosità di appassionati attenti possono schiudere. Inutile dolersene. Tornando al punto di partenza, e cioé al concerto del Primo Maggio, vale ciò che ha detto Frankie Hi-Nrg riferendosi alla delirante «diretta in differita»: «Tutto ciò che dico può essere tagliato, e dunque le parole sono inutili: è la musica a parlare». Sì, la musica parla. Per fortuna. Ma chi l’ascolta? Rootsworld Antonello Paliotti La Montagna Fredda On his third solo recording, guitarist Antonello Paliotti revisits the traditions of Southern Italy (and in particular the tarantella), helped along for the first time by some fine vocalists. His classical guitar comes to the fore on La Montagna Fredda, creating a soundscape that is appropriate to the feel of those songs. Somewhere between an impromptu street party and a classical concert, this recording balances the past and the present, the learned and the vernacular traditions of Naples that make the music of that city so unique. This can best be felt in the cover of "Santa Lucia" (a Neapolitan song par excellence, if ever there was one). There is something deeply comforting and refreshingly new about it, and that spirit permeates each track. The guest singers (Gianni Lamagna, Brunella Selo, Luciano Catapano, Lello Giulivo, Antonio "'o stocc'" Esposito, Mike van der Vijver) are all great, sounding operatic or melodramatic enough, as well as jolly or sincere enough. The musicians (Leonardo Massa, Raffaele Filaci, Roberto Schiano, Maddalena Abbate, E Zezi di Pomigliano and Valdo Nastri) are also exquisite. Although this is a recording revolving around the classical guitar, it is still full of the sound of other instruments. Apart from the already mentioned "Santa Lucia," other standout tracks include "Ciccuzza," "Tu m' haje prummiso" and the title track " 'A muntagnafredda" (the cold mountain, referring to the always present, intimidating and invigorating Mt. Vesuvius) and finally, "Sto calascione." This collection of both traditional and self-penned songs will appeal to all friends of the Neapolitan tradition and also to those who love the sound of classical guitar. (I should also note that Felmay have done a great job with the English translation of the liner notes.) - Nondas Kitsos CUPA CUPA Antonello Paliotti trio "Tarantella Storta" (Felmay, 2001) Il disco del trio di ANTONELLO PALIOTTI è un capolavoro assoluto di stile, eleganza e buon gusto. La tradizione partenopea, sia quella rurale delle tammurriate e delle invocazioni , che quella "urbana " della canzone è sempre stata saccheggiata da operazioni di revival spesso parecchio distanti dalle intenzioni originali e altrettanto spesso occhieggianti a un mero successo commerciale da ricercare lungo l'asse pizza/spaghetti/mamma/mandolino. A ristabilire i giusti equilibri ci pensa questo cd: 40 minuti di serena, creativa, elegante musica napoletana moderna, seppur eseguita con soli strumenti acustici. Qui sta l'uovo di Colombo: a patetici tentativi di riciclaggio a base di campionamenti, collaborazioni con gruppi trendy (meglio se con un numero nel nome) e ritmiche ossessive, o, peggio, tentazioni new-age improbabili, Paliotti risponde con la creatività e la freschezza di arrangiamenti in chiave acustica. I BRANI A Paliotti, fine chitarrista e leader, si affiancano il fantastico mandolinista Mauro Squillante, vero prim'attore con uno stile sempre in bilico fra popolare e colto e il violoncellista Leonardo Massa efficace e originale nello stile. Pezzi famosi come la "Tarantella del Gargano" e persino la mitica "O sole Mio" acquistano nuova linfa e vitalità mentre nelle due opposte tarantelle "Storta" e "Diritta", il lavoro raggiunge vette altissime dal punto compositivo. Da citare inoltre la bellissima "Moresca". Della tarantella e della musica napoletana in generale vengono esaltati gli aspetti più inquietanti ed esoterici (parole dello stesso Paliotti) con l'uso di scale e intervalli forse "impropri" ma sfiziosi e funzionali al progetto. Rimarco ancora il buon gusto e l'eleganza del prodotto. Nonostante le qualità dei tre musicisti non vi è nessun desiderio di "strafare". Quasi mai i grandi virtuosi sono anche grandi musicisti; in questo caso probabilmente sì… GIANLUCA DESSI' |
LOGINUltimeLA DISCOGRAFIA DI ANTONELLO PALIOTTI È DISPONIBILE ANCHE ON LINE PRESSO LA LIBRERIA NEAPOLIS E SU CdRootsThe Discography by Antonello Paliotti is now available on the web site Libreria Neapolis and on CdRoots; StatisticheAccessi totali:14375 Pag. Visitate:34307 Accessi di Oggi 8 Pagine di Oggi 12 Utenti Registrati: 23 L'ultimo è stato: Eleonora Utenti Online:3 |